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Che cos’è l’arte?

È molto difficile definire l’arte con esattezza. Nel corso dei secoli le caratteristiche delle opere d’arte sono cambiate continuamente. Però ci sono alcuni aspetti costanti, condivisi dalle opere di ogni tempo:

 

L’arte è un prodotto fatto dall’uomo

Un tramonto, un paesaggio, per quanto belli, non possono essere definiti arte perché non sono stati creati per volontà di una persona.

L’arte quindi è prodotta intenzionalmente dall’artista, nasce dal suo desiderio di comunicare. Dunque gatti o elefanti (ma anche bambini piccoli) che dipingono non ne fanno parte, perché non sono coscienti del linguaggio che stanno usando.

 

L’arte è un linguaggio

L’arte è una forma di comunicazione e pertanto utilizza un linguaggio, come quello con cui scriviamo o parliamo. Solo che è fatto di immagini. La sua grammatica non presenta sostantivi, aggettivi e verbi ma forme, colori, luce, volume, spazio, movimento composizione. Perché ci sia arte deve essere questo tipo di linguaggio.

L’arte è fatta di materiali e tecniche

Le opere d’arte non possono essere costituite da idee creative o parole raccontate.
L’opera deve prendere consistenza solida in oggetti fatti di materia e lavorati con le tecniche artistiche specifiche per quel materiale.
Sono tecniche artistiche, per esempio, la pittura a olio su tela, il mosaico, la scultura in marmo o l’arazzo.

L’arte originale

Le opere d’arte sono tali perché hanno in sé qualcosa di nuovo, che non era stato espresso in precedenza. Un pittore, anche se è molto bravo, che dipinge soggetti antichi con uno stile del passato non è un artista; casomai sarà un buon artigiano, cioè una persona che sa riprodurre molto bene uno schema standard.

L’arte racconta la sua epoca ma è sempre attuale (Hegel)

Ogni opera d’arte è espressione del momento storico in cui viene realizzata. Per questo nel corso dei secoli cambia continuamente lo stile: per poter adeguare il linguaggio artistico alle esigenze di ogni periodo. Eppure le vere opere d’arte sembrano superare la loro epoca: riescono a emozionarci e a raccontare qualcosa di lui anche dopo tanto tempo.

L’arte deve essere giudicata da un pubblico

Anche se un artista è convinto di fare un’opera d’arte, se non c’è un pubblico che la riconosca come tale, allora non è arte. Il giudizio degli osservatori è ciò che trasforma un oggetto in un capolavoro. A volte questo non avviene subito: tanti artisti sono stati scoperti molto tempo dopo la loro morte perché le loro opere non erano state capite in precedenza.

L’arte non è solo bellezza

Nel corso dei secoli l’arte ha avuto funzioni molto differenti: propiziare la caccia, esaltare un imperatore, insegnare le storie sacre. Cercare la bellezza è stato lo scopo primario solo di alcuni periodi artistici. In altri, addirittura, l’arte ha cercato di raccontare scene umili, brutte. Dunque l’arte è una forma di comunicazione di emozioni e messaggi diversi.

L’arte non è sempre un solo oggetto

Per millenni l’opera d’arte era quella prodotta dalle mani dell’artista in un solo esemplare. Ma con la nascita di nuove tecniche artistiche come l’incisione, la fotografia, la serigrafia, la stampa, l’opera d’arte può essere moltiplicata in centinaia di copie, il fatto che queste non siano state realizzate fisicamente dall’autore non vuol dire che non siano comunque opere d’arte: continuano, infatti, a comunicare e a raccontare la propria epoca storica.

L’arte non serve

In genere l’arte è inutile”, nel senso che produce oggetti come quadri o statue, che non servono in nessuna attività pratica. Ci sono anche opere, come le architetture vivaci, che si possono stare, anzi che nascono proprio per essere usati. Ma in generale le opere d’arte non si usano, non rispondono a funzioni e necessità umane. Questo però non è del tutto vero: l’arte ha un’utilità spirituale e culturale, dà emozioni all’osservatore e gli comunica un messaggio.