La scuola celebra Giacomo Leopardi

Prendere tra le mani il testo leopardiano dell’Infinito, emoziona oggi come ieri l’attento lettore che sa cogliere tra le righe il sapore, lo spessore, l’odore ed il valore di certi sentimenti universali facendoli propri, come “la ricerca dell’Oltre” aldilà di ogni possibile “siepe” che si frappone tra noi e l’orizzonte nella nostra vita, la potenza del pensiero creativo e immaginifico, la consapevolezza del “dolce naufragio” nel mare delle emozioni più vere e più pure a cui ci abbandoniamo talvolta, per non smettere di essere umani e di sognare. Così noi dell’istituto comprensivo “Giacomo Leopardi” di Torre del Greco (NA), in quest’anno scolastico 2019/20, desideriamo accostarci all’opera ed al pensiero del grande poeta-filosofo recanatese, in occasione del bicentenario della composizione dello splendido piccolo idillio. Con Recanati, in un gemellaggio ideale che probabilmente, a breve, diventerà anche fattibile e praticabile, condividiamo alcuni fondamentali momenti dell’esistenza del giovane grande autore. Se egli infatti è nato a Recanati il 29 Giugno del 1798 e là ha composto l’Infinito (1818-19) che oggi celebriamo, Torre del Greco lo ha accompagnato, per elezione dello stesso poeta, nel suo “dies mortis”(14 Giugno 1837), confortato dalla presenza dell’amico napoletano Ranieri.

A Torre del Greco, proprio ai piedi dello “sterminator Vesevo”, egli ha composto i versi memorabili de “La ginestra” (1836), considerata dalla critica il testamento poetico ed umano del poeta. Nel solenne componimento, il doloroso pessimismo dell’acuto figlio dei Lumi, si stempera nella romantica consapevolezza della “solidal catena” a cui chiama il genere umano. Come la fragile odorosa ginestra è sempre pronta a risorgere col suo tripudio di piccoli fiori gialli sul brullo declivio del vulcano sterminatore, l’uomo deve imparare a rialzare il capo davanti alle intemperanze della vita e della natura, unendosi ai suoi simili e condividendo con essi quella fragilità e sofferenza creaturale, come lenitivo ai dolori della vita. Perché nessun uomo nasce e vive per restare da solo, ma è parte di un consorzio umano ed in esso e per esso deve operare, come scriveva saggiamente Terenzio (185 a. C.): “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, ancor prima che il sentimento comune di humanitas, si nobilitsse e completasse, accogliendo il messaggio cristiano della “fraternità”. Leopardi e la sua magnifica opera saranno quest’anno protagonisti del progetto PTOF “Ed. all’Humanitas” ormai giunto al suo quarto anno di realizzazione. Gli incontri formativi calendarizzati di martedì e aperti al territorio, avranno come relatori professori, pedagogisti, esperti di alto livello a cui va il nostro sentito ringraziamento. Vi aspettiamo numerosi perché tutti insieme, riflettendo e confrontandoci attraverso i classici sui valori intramontabili dell’uomo, possiamo tener vivo e coltivare quel senso di “umanità” di cui ha tanto bisogno il mondo d’oggi, trasmettendolo alle nuove generazioni.

Vi aspettiamo!

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Olimpia Tedeschi

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